domenica 18 dicembre 2011

FRANCO CERRI - Il Jazz in Ammollo


Una importante figura della Musica Italiana presente fin dalla fine degli anni '50 e purtroppo ben poco ricordata dalle cronache musicali dell'attuale secolo .

Nasce a Milano , FRANCO CERRI , considerato il chitarrista Italiano più autorevole nel campo del Jazz Tricolore .
Proprio il Jazz grazie alla sua simpatia ed alle sue partecipazioni in Tv (varie trasmissioni Rai specialmente negli anni '60 e '70) , permise di avvicinarsi ad un grande fetta di Italica popolazione , da sempre piuttosto ostile nei confronti di quel suono 'impegnato' e allo studio della chitarra .
Una discografia infinita quella del M°Cerri , sempre molto apprezzato a livello internazionale , ha lavorato infatti al fianco di artisti del calibro di Django Reinhardt, Gorni Kramer, Chet Baker, Gerry Mulligan, Billie Holiday, Lee Konitz, Dizzy Gillespie, Tullio De Piscopo, Pino Presti, Jean Luc Ponty .
È uno dei tre chitarristi italiani con una voce inserita nell'Enciclopedia Treccani (gli altri due sono Carlo Pes e Lanfranco Malaguti) . Franco Cerri inizia ad imparare a suonare da autodidatta , lavorando nel frattempo come ascensorista presso la Montedison .
Durante la Seconda guerra mondiale si esibisce in spettacoli per i lavoratori nei dopolavoro , insieme con alcune orchestrine , riuscendo a farsi notare per la sua notevole tecnica.
La sua attività professionale 'svolta' come chitarrista nel 1945 , con l'ingresso nell'orchestra di Gorni Kramer , a cui viene presentato dai componenti del Quartetto Cetra .
Negli anni seguenti ha modo di esibirsi insieme a molti grandi nomi del Jazz , tra i quali , nel 1949 , Django Reinhardt che è stato uno dei musicisti che lo hanno influenzato musicalmente .
Sempre con il gruppo di Kramer ha le prime sessioni di registrazione nei dischi incisi dai Cetra .
Nel 1950 conosce il sassofonista Flavio Ambrosetti , con cui decide di formare un gruppo autonomo , il Franco Cerri Quintet , con cui inizia ad incidere i primi dischi e ad esibirsi in tutta Europa , continuando a suonare con molti dei più grandi nomi del Jazz mondiale .
Nel 1954 ha una parentesi nella sua carriera come attore e ballerino , lavorando con Renato Rascel nella commedia musicale 'Tobia, candida spia' .
La Rai lo chiama inoltre come conduttore di alcuni programmi divulgativi sul Jazz per la neonata televisione Italiana (... quando si dice il Servizio Pubblico ...) ed è proprio in queste occasioni che si mette in luce come showman oltre che come musicista , al punto da essere chiamato spesso come ospite in 'Il Musichiere' .
Ha anche avuto un'esperienza come contrabbassista , suonando nel 1959 nel quartetto del clarinettista Aurelio Ciarallo (completato da Sal Martirano al pianoforte e da Gil Cuppini alla batteria) .
Nell'ottobre del 1966 debutta negli USA esibendosi al 'Lincoln Center' di New York , ottenendo notevoli affermazioni anche presso i jazzisti americani .
Come session man e compositore Franco Cerri ha portato avanti , oltre alla sua carriera come jazzista , anche quella di turnista in sala d'incisione , lavorando con molti degli artisti più rappresentativi della Musica Leggera Italiana di quel periodo .
Già nel 1950 suonò con Bruno Martino per poi lavorare tra gli altri con Renato Carosone , Flo Sandon's , Nicola Arigliano , Peter Van Wood e Johnny Dorelli .
Negli anni successivi lavorerà con Mina e Roberto Vecchioni .
Si è dedicato inoltre alla composizione di canzoni , scrivendo tra le tante "Mister Jackson" per il Quartetto Cetra , "Se mi vuoi" e "Stazione Termini" per Bruno Martino , "La riconoscerei tra mille" e "Passavo di qui" per Nicola Arigliano , componendo alcune musiche per spot pubblicitari .
Negli anni '70 si prestò come attore in uno tra gli spot TV più celebri , che pubblicizzava un noto detersivo per il bucato , il Bio Presto , nel quale compariva in piedi , inquadrato a mezzo busto , immerso in una vasca di vetro piena d'acqua fino al collo: ottenne un successo popolare e divenne famoso come "l'uomo in ammollo" .
Tra i vari gruppi jazz da lui guidati in questo periodo è da ricordare il Franco Cerri quartet, in cui suonano anche, tra gli altri , Tullio De Piscopo, Angelo Arienti, Franco Bombino e Giorgio Azzolini .
Nel 1973 rinuncia al vecchio quartetto , costituisce così un nuovo complesso costituito da Nando De Luca al pianoforte , Pino Presti al basso elettrico , Giorgio Baiocco al sax e flauto , tenendo della vecchia formazione solo il batterista Tullio De Piscopo .
Con questi musicisti si esibirà in molte città italiane e sarà al fianco del violinista Jazz Stéphane Grappelli per una serie di concerti al Jazz Power di Milano nel 1973 .
Per la Fratelli Fabbri Editori realizza , in collaborazione con il chitarrista classico Mario Gangi , un corso in sessanta lezioni , che verrà ristampato per quattro edizioni .
Dal 1977 al 1979 è ospite fisso , insieme a Nicola Arigliano , nella trasmissione televisiva di cabaret 'Non stop' .
Forma poi nel 1980 un duo con un altro grande Italiano del Jazz , il pianista Enrico Intra , con il quale realizza numerose incisioni .
Nel 2000 viene colpito da un gravissimo lutto , la perdita del giovane figlio Stefano , anche lui bravissimo e valente chitarrista .
Il jazzista Meneghino non abbandona però la cosiddetta Musica Leggera e nel 2005 al Festival di Sanremo , sale sul palco dell'Ariston per accompagnare l'amico Nicola Arigliano insieme ad Antonello Vannucchi , tastierista dei Marc 4 .
Sempre nel 2005 gli viene conferito il titolo di Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana e nel 2009 riceve il premio Honorary Award per la 3ª edizione degli Italian Jazz Awards .
Una discografia sterminata la sua , attraversando tutte le sfumature del Jazz chitarristico , con moltissimi longplayings , dal 1952 fino all'ultimo del 2011 , dal titolo "Bossa with Strings" per Blue Serge .
Artista eclettico , autentico 'muro portante' del Jazz made in Italy , il M°FRANCO CERRI ha condotto generazioni di audiofili fino ad oggi , con tecnica, ironica simpatia e discrezione , attraversando molti lustri con esperienze e ricordi musicali difficilmente ripetibili , destreggiandosi tra la Musica Leggera ed i molti epici nomi tutelari del Jazz nazionale ed internazionale ormai scomparsi .
Decido così di inserirlo doverosamente in questo blog di 'memorabilia' , rivolgendo un sentito invito ai più giovani , nell'interessarsi a questo bravissimo Musicista ed al suo Lavoro .

Sotto Le Stelle del Jazz .

"... Pochi capivano il Jazz ... troppe cravatte sbagliate ..."

1 commento:

  1. grande Franco, lo vedevo spesso in centro a Milano....

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